Interviste & Speciali

  INTERVISTA A MAURO RACCASI

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Intervista di Marco Crestan

Mauro Raccasi, nato a Parma, divide il suo tempo tra la sua città e la Francia. Giornalista, soggettista e sceneggiatore, esordisce nella letteratura con "Il Romanzo dei Celti - La Spada del Druido", primo episodio di una trilogia per la PIEMME-Mondadori, uscito nelle librerie italiane lo scorso gennaio 2004. Rivisitando le avventure del popolo celtico, dimostra di essere autore di romanzi storici rigoroso e avvincente.



"Il Romanzo dei Celti - La Spada del Druido".
Isole Britanniche, c.a 1600 a.C. Mentre imperversa una bufera di neve d'una violenza a prova di memoria d'uomo, viene alla luce Conan, il figlio di due druidi di Inis Prydain, la terra che culla il sogno d'erigere il tempio dei templi per i Celti; un grandioso cerchio di pietre sospese come mai s'era visto nell'età del bronzo: Stonehenge. Conan si troverà ad affrontare un lungo cammino irto d'ostacoli, di sofferenze e di prove di volontà per affrancarsi dal suo destino che, già nella prima infanzia, lo vede rapito dai predoni Fomorians dell'isola di Toraigh, un grande scoglio nerastro battuto dai marosi al largo della costa nord irlandese, in una tribù dove sarà sempre un estraneo e che gli varrà l'odiato soprannome di Straniero.
Con caparbietà, senso dell'onore e della giustizia, fra avventure mozzafiato e panorami incantevoli in una natura incontaminata e ormai estinta d'un paese che ricorda per bellezza l'Eden biblico, fra usi e costumi tribali che attraversano la storia, il giovane druido dagli occhi viola crescerà, si farà uomo e, riscattata la propria libertà, darà battaglia per la conquista del trono di Toraigh e per l'amore d'una bellissima, indimenticabile veggente Lochlann delle terre scandinave.

<<Sacerdoti, indovini, depositari del sapere: i druidi erano personaggi straordinari di un mondo ormai scomparso, nobili figure che predicavano l'armonia tra l'uomo e la natura sul territorio di un'antica Europa pre-romana popolata da una miriade di clan celtici accomunati da usi, costumi e tradizioni. A queste figure quasi mitiche, Mauro Raccasi, giornalista, soggettista e sceneggiatore, ha dedicato il suo libro "Il Romanzo dei Celti - La Spada del Druido" (Piemme-Mondadori, 430 pag., 18,90 euro) firmando un romanzo storico ricostruito con cura alle radici di una mitologia delle isole britanniche complessa e intricata, riproponendola in forma narrativa con la precisione d'uno studioso.
Il libro, il primo d'una trilogia, affronta avventure, amori e natura incontaminata raccontati con uno stile diretto e un ritmo serrato. Come fosse un film. Capace di trasportarci perfettamente in un'epoca lontana a contatto con personaggi che ancor oggi esistono nella mitologia irlandese e che aspettavano soltanto qualcuno che potesse tornare a farli rivivere>>.


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I = Interviewer
M = Mauro Raccasi

I Innanzitutto complimenti per il tuo bellissimo romanzo, avvincente e ricco di particolari storici molto interessati. Le avventure del protagonista Conan sembrano la trama di un film dove il lettore è parte integrante della scena: come nasce la tua passione per i popoli Celti e quando hai deciso di comporre questa trilogia?

M
Il fatto che anche tu 'veda' il libro (al pari di molti altri) come fosse un film, la dice lunga sulla mia scrittura per immagini. E' una forma mentale: io vedo prima la scena cinematograficamente; poi mi limito a descriverla con un po' di mestiere. Adoro il cinema e scrivo per lui. In un bell'articolo su 'Libero', così come in molti altri passi di queste recenti interviste e recensioni, sono stato spesso accostato al Wallace di 'Braveheart' (a volte persino con foto del film).
Il perché di un romanzo sui Celti non è difficile: senza scomodare la New Age che va tanto di moda e che comunque si ricollega alla riscoperta dei miti celtici perché grandi amanti della natura e dei suoi equilibri naturali, basta pensare che in fondo sono i nostri progenitori, gli antenati di noi Europei, un popolo disunito da odi tribali e quindi vulnerabile militarmente dalla macchina ben organizzata dei Romani, ma accomunato da usi, costumi e tradizioni. Sono i proto-europei. E noi, ad un'Europa unita, siamo arrivati solo adesso.
Ho iniziato a comporre questa trilogia dopo il 9 settembre 2000, funesta data in cui ho avuto un incidente sportivo con la moto da fuoristrada (un modo veloce -anche se spurio- di stare a contatto con la natura) e mi sono fratturato la colonna vertebrale. Dunque mesi d'immobilità a letto e la scrittura (che già coltivavo come passione) come sfogo.


I
La figura dei Druidi, tra cui lo stesso Conan, in un regno senza confini fra decine di clan diversi: come fu possibile lo loro diffusione in mezza Europa? Cosa distingueva i Celti delle Isole da quelli Continentali?

M
La diaspora celtica ha origini remote ed indoeuropee: dalla valle del Danubio (la loro dea madre Dana). L'epoca crea discordanze tra gli storici, ma comunque intorno al 5000 -3000 a.C. I motivi? Incerti: sovrabbondanza di cibo e dunque espansione; oppure carestia e dunque migrazione. Sono solo la prima ipotesi, ma ce ne potrebbero essere molte altre. La loro diffusione è stata possibile perché è durata migliaia e migliaia di anni.
La differenza fra Celti continentali e quelli insulari, per quello che ne so, dipese dalle epoche. Più che alle differenze del passato nelle epoche del bronzo o del ferro, guarderei alle accomunanze. Ha più senso invece parlarne oggi, dove l'Irlanda, terra mai invasa dalla romanità bellica, ha mantenuto con il suo isolamento un attaccamento maggiore, più radicato nell'autentico spirito celtico, ai suoi usi, costumi e tradizioni.

I
Il Sapere veniva tramandato oralmente: secondo te, quali sono stati gli aspetti positivi e quelli negativi di questa 'arte'?

M
Il sapere orale aveva vantaggi di casta solo allora. Nei nostri confronti è stato un disastro perché non ci sono fonti scritte, ma solo vernacolari cui fare riferimento nelle ricerche e negli studi sull'epoca pre-cristiana.

I
I Celti sono anche definiti "Nobili selvaggi": da dove deriva questa affermazione?

M
'Nobili-selvaggi' credo proprio abbia a che fare con la loro natura guerresca e al contempo con la loro sensibilità e abilità artistica: la mostra veneziana di palazzo Grassi ne è stata la riprova recente più lampante per noi italiani.

I
In Italia sono sempre più gli appassionati della verde Irlanda e dei suoi aspetti culturali, e fra di loro ci sono tantissimi giovani. Quali sono, secondo tei, i motivi di questo crescente interesse?

M
Dovresti chiederlo ai giovani. Ma credo sia una volontà di ritornare alle origini, allo spirito che riesca a dialogare con la stessa energia che (secondo il vecchio Einstein) accomuna noi a qualunque altra cosa vivente o no su questa terra. Senza scomodare la meccanica quantistica e le sue interazioni energetiche, è stato detto che ognuno di noi e ogni cosa visibile, non è altro che uno spazio vuoto riempito con quantità diverse della stessa energia.
Inoltre credo la gente cerchi un contatto più forte con la natura che, nel mondo irlandese anche contemporaneo, è ancora una meravigliosa realtà. Certo non è più quella incontaminata e oggi estinta di mandrie sconfinate di cervi rossi o di branchi di uri selvatici, ma è pur sempre un piccolo angolo di paradiso color smeraldo.


I
Quando uscirà nelle librerie il tuo secondo romanzo?

M
L'uscità del secondo libro (sto finendo di scrivere il terzo) non dipende da me. Spererei ( e mi batterò per questo) prima di Natale, in occasione delle strenne natalizie. Anzi, Marco, fammi una cortesia: fai inondare di messaggi dei tuoi amici appassionati dell'argomento l'ufficio stampa e il mio editor in Piemme (uffstampa@edizpiemme.it - editor@edizpiemme.it) per poter leggere la seconda puntata quest'anno. Grazie di cuore!!!

I Grazie a te!

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  In libreria:
•  Il Romanzo dei Celti - La Spada del Druido
Ediz. PIEMME-Mondadori









•  Il Regno di Conan
Ediz. PIEMME-Mondadori
E' uscito il 13 Gennaio, in tutte le librerie d’Italia e della Svizzera italiana, il nuovo romanzo storico di Mauro Raccasi.
 
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