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Intervista di Gaia
Marchesini e Marco Crestan
In occasione della serata conclusiva dell'XI edizione
del Premio Acerbi di Castel Goffredo (MN), quest'anno
dedicato alla Letteratura Irlandese, abbiamo intervistato
Joseph O'Connor, vincitore del Premio Speciale
per la New Irish Literature con il libro Desperados.
Desperados
è ambientato nella torrida Nicaragua (estate
1985) e narra la storia di Frank Little, tassista
irlandese e della ex-moglie Eleanor, che da Dublino
vanno alla ricerca disperata del loro figlio Johnny,
trasferitosi nel paese americano ed ucciso in
circostanze molto misteriose. I genitori di Johnny
si avventurano in questo Paese, martoriato dalla
guerra civile, con l'aiuto dei "Desperados
de Amor", un gruppo rock locale di cui Johnny
faceva parte. Si spostano a bordo di un camper
scassato alla ricerca del corpo del figlio e in
questo tragitto Frank il tassista ripercorre le
tappe della sua vita, il rapporto sbagliato col
figlio, la disastrata vita coniugale e la perdita
della loro figlia. I personaggi creati da Joseph
O'Connor sono pieni di umanità e la storia
è un susseguirsi di emozioni.
In questa occasione Joseph O'Connor ci ha parlato
anche del suo ultimo libro Stella
del Mare, che sta giustamente riscuotendo
notevoli consensi dalla critica e che ha richiesto
all'autore parecchi anni di documentazione. Il
testo rappresenta una magnifica testimonianza
storico-sociale sul tema della Grande Carestia
del 1847 in Irlanda, quando centinaia di migliaia
di irlandesi furono costretti ad emigrare, soprattutto
verso gli Stati Uniti ed altrettanti morirono
di stenti a causa di una terribile malattia che
colpì i raccolti di patate. Il romanzo
ruota attorno a tre personaggi chiave (Pius Mulvey
un povero zoppo del Connemara, Lord Merridith
proprietario terriero e Mr Dixon scrittore americano),
che vivono tutti a loro modo questa disperata
situazione seppur in condizioni economico-sociali
completamente differenti. Si trovano ad affrontare
insieme una delle tante terribili attraversate
oceaniche a bordo appunto della "Stella del
Mare" ed i loro destini si incrociano con
incredibili colpi di scena dai tratti dickensiani.
Da questo capolavoro emerge alla fine l'umanità
dei personaggi.
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I = Interviewers
J = Joseph O'Connor
I Innanzitutto complimenti per aver vinto
il Premio Speciale "G. Acerbi" dedicato
quest'anno alla Nuova Letteratura Irlandese...
J Sì
I Uno degli obiettivi del Premio è
di avvicinare culture e popoli diversi e questo
è stato raggiunto dal tuo libro "Desperados"
ambientato in Nicaragua. Quali sono, dal tuo punto
di vista, le somiglianze fra Irlanda e Nicaragua,
dove tra l'altro hai vissuto per un breve periodo
della tua vita?
J Sono rimasto veramente colpito dalle
somiglianze che ho riscontrato con il Nicaragua.
Ci sono andato nel 1985 per una serie di ragioni;
prima di tutto ero interessato alla situazione
politica del paese, ma avevo anche una motivazione
personale. Mia madre morì improvvisamente
nel febbraio del 1985 in seguito ad un incidente
stradale, è stata una vera tragedia, la
nostra famiglia era infelice e lei morì
lasciando una serie di cose irrisolte. Il dolore
fa reagire le persone in modi diversi e il mio
modo di reagire in quel momento era di voler star
da solo, senza nessuno attorno. Così ho
deciso di partire e stare per conto mio. Ed è
stato strano per me vivere questa forma di fuga
dalle emozioni e dalla morte, perchè il
Nicaragua era nel mezzo di una guerra civile e
la morte era diventata una cosa normale, si vedevano
persone morte per la strada. Tutto ciò
mi faceva ricordare le storie che mi raccontavano
i miei nonni sull'Irlanda negli anni '20, durante
il periodo della rivoluzione. Come sapete, in
Irlanda c'era una guerra per la liberazione dalla
Gran Bretagna, anche questa era una guerra civile
piena di crudeltà. E la situazione in Nicaragua,
quando arrivai là, in questo senso era
molto simile. La famiglia in cui vivevo sosteneva
il governo sciovinista. Inoltre ho scoperto che
anche questo Paese contava di una ricca tradizione
poetica, letteraria e di storytelling, insomma
era come essere in Irlanda con i vulcani
I Si
J Quindi è stata un'esperienza davvero
strana, ma sicuramente indimenticabile.
I Si, certo.
Vorremmo passare ora al tuo libro più recente
"Stella del Mare"
J Si
lo preferisco
(sorridendo)
I
in cui hai trattato il tema della
Grande Carestia del 1847 e la conseguente emigrazione
verso l'America di migliaia di irlandesi. Non
credi che ora l'Irlanda stia vivendo un nuovo
fenomeno e cioè l'immigrazione, dovuta
ad una rapida crescita economica, soprattutto
nel settore dell'Information Technology? Sembra
un paradosso
J Si, si infatti lo è! E questo
è stato anche uno dei punti di partenza
per scrivere il libro. Avevo in mente già
da tempo di scrivere qualcosa sulla Grande Carestia,
ma
.a metà degli anni '90 sono ritornato
a vivere a Dublino, dopo aver vissuto a Londra
per 10 anni e in quegli anni l'Irlanda aveva iniziato
a cambiare molto radicalmente e velocemente. E
quel luogo povero che avevo lasciato non c'era
più! Improvvisamente ho trovato una città
ricca, dove tutti volevano comprare grandi auto
e altre cose, yatch e così via...
I Si
J C'erano buone possibilità di impiego
e la cultura irlandese stava diventando famosa
in tutto il mondo. E come conseguenza di tutto
questo cambiamento, stava iniziando un processo
di immigrazione, per la prima volta nella nostra
storia. Improvvisamente per molte persone provenienti
dalla Bosnia, da alcuni altri Paesi Europei e
dell'Africa, l'Irlanda era diventata quello che
l'America rappresentava ai tempi dei miei avi.
Da bambino non avrei potuto pensare che l'Irlanda
un giorno sarebbe diventata un Paese meta di emigranti
I e in tempi così brevi
J si, avrei pensato anche che, avendo imparato
dalla nostra storia, saremmo riusciti ad accogliere
chiunque fosse venuto in Irlanda, ma certo non
è stato così. Anzi mi sembrava quasi
che in molti casi, anche se in Irlanda non si
era mai smesso di parlare del nostro passato,
esso non significasse più niente. Quindi
questo mi interessava, il paradosso di cui parlavi,
e anzi questo è stato proprio un punto
di partenza per me, per scrivere il mio romanzo.
Quindi penso che "Stella del Mare" non
sia solo un romanzo storico, ma piuttosto un testo
travestito da romanzo. Infatti per molti versi
riguarda l'Irlanda di oggi e molti eventi che
accadono nel testo potrebbero avvenire e anzi
avvengono oggi in tutte le società europee,
storie di rifugiati, persone che scappano e altri
eventi terribili che succedono anche qui in Italia,
come le molte persone che muoiono nel tentativo
di raggiungere il vostro Paese. Mi sembrava che
l'unico modo di poter scrivere di questi argomenti,
fosse attraverso la consapevolezza del passato
I quindi è anche un modo per far riflettere
il lettore sul passato
J si spero anche questo per alcuni
voglio dire, odio i romanzi in cui
l'intento
è di far riflettere
I si
J penso che un romanzo debba essere innanzi
tutto un romanzo e debba coinvolgere il lettore
nella storia, i personaggi ci devono interessare
in primo luogo. Quindi chi vuole leggere "Stella
del Mare" solo per divertimento per me va
bene, poi ci sono altri invece che vogliono considerare
anche i livelli più profondi che ci sono
I si, e ce ne sono nel tuo testo
J si
I si e inoltre
tutti i personaggi nel
libro, pur in modi diversi, sono coinvolti nel
tema centrale dell'emigrazione e riescono a mostrare
i loro diversi punti di vista. Appartengono a
classi sociali differenti, pertanto lo scrittore
ha dimostrato la propria bravura nell'esprimere...
J Mr Dixon
lo scrittore
I (sorridendo)
J gli porterò i vostri complimenti
(sorridendo)
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